COSTA ATLANTICA - AMPLIAMENTO CHIUSE CANALE DI PANAMA

COSTA ATLANTICA - AMPLIAMENTO CHIUSE CANALE DI PANAMA

Il 15 dicembre 2009 il consorzio “Grupo Unido por el Canal”, ha appaltato i lavori per l'ampliamento delle chiuse del Canale di Panama, alla società veronese ICM Leggi tutto >>

COSTA PACIFICA - AMPLIAMENTO CHIUSE CANALE DI PANAMA

COSTA PACIFICA - AMPLIAMENTO CHIUSE CANALE DI PANAMA

Il 15 dicembre 2009 il consorzio “Grupo Unido por el Canal”, ha appaltato i lavori per l'ampliamento delle chiuse del Canale di Panama, alla società veronese ICM Leggi tutto >>

Mulino ad asse verticale T-MAV_21

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ICM nel cantiere per il raddoppio del canale di Panama

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Il 15 dicembre 2009 il consorzio “Grupo Unido por el Canal”, assegnatario dei lavori per l’ampliamento delle chiuse del Canale di Panama, ha appaltato alla società veronese ICM la fornitura completa dei due impianti di frantumazione e vagliatura per la produzione degli inerti necessari per realizzare i calcestruzzi e i filtri del contratto:

  1. uno per il cantiere della chiusa di Miraflores, sull’Oceano Pacifico
  2. uno per il cantiere della chiusa di Gatun sull’Oceano Atlantico.

Due impianti che hanno richiesto la lavorazione di 2.000 t di acciaio e che hanno una produzione oraria di inerti a dir poco impressionante: il primo 3.300 t/h; il secondo 1.500 t/h.

La carta vincente di ICM è stata sicuramente la tempistica ridottissima: dieci mesi contro i sedici/diciotto degli altri concorrenti. Una tempistica “impossibile” per tutti, ma non per l’azienda veronese che ha da anni sviluppato un sistema di sinergie e di collaborazioni incrociate con i fornitori di impianti elettrici, di carpenteria e di tutti gli altri componenti minori. Alla base della filosofia operativa di ICM c’è infatti la consapevolezza che ogni settore ha i suoi specialisti e che quindi, per costruire impianti di qualità per inerti è necessario scegliere partner complementari capaci di garantire i migliori risultati.

Una commessa che, vale la pena evidenziarlo, ammonta a ben 37 milioni di dollari. Per garantire il rispetto dei tempi, aspetto fondamentale in un’opera di questa portata, la società veronese ha studiato il progetto, valutando il contesto e analizzando, nel proprio laboratorio, la tipologia di materiale da lavorare: sulla base di questi dati ha messo a punto un primo layout e poi ha scelto le attrezzature e quindi i fornitori più idonei al cantiere in questione.

Nel caso del cantiere di Panama l’Ufficio Tecnico ICM, dopo accurati studi, ha optato per delle macchine da frantumazione e vagliatura della Terex-Cedarapids (di cui ICM è distributore per l’Italia), alimentatori della Vimec, attrezzature per il trattamento acque della Sotres, sistemi elettrici della Cear e carpenterie della Manni Sipre (Manni Group).

L’aspetto più difficile è naturalmente il coordinamento di tutte queste aziende: la necessità di farle lavorare in sinergia e in tempi strettissimi. Per poter arrivare a questo risultato la società ha messo a punto una tabella di marcia estremamente rigorosa che pianifica il lavoro non solo giorno per giorno, ma piuttosto ora per ora. Inoltre, per velocizzare ulteriormente tutti questi passaggi, già a novembre, vale a dire prima di avere qualsiasi certezza in merito alle scelte del consorzio Grupo Unido por el Canal, ICM aveva già pronto l’80% del lavoro di progettazione e avevamo già preparato tutti gli ordini d’acquisto.

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Gli imponenti numeri di ICM nel cantiere di Panama:

  1. 2 impianti di frantumazione e vagliatura:
  2. – uno sull’Oceano Pacifico, presso la chiusa di Miraflores
  3. – uno sull’Oceano Atlantico presso la chiusa di Gatùn
  4. 3.300 t/h:  la produzione dell’impianto di Miraflores
  5. 1.500 t/h: la produzione dell’impianto di Gatùn
  6. 2.000 t: l’acciaio lavorato
  7. 14.000 kW: l’energia richiesta dai due impianti
  8. 6 mesi, da dicembre 2009 a maggio 2010: il tempo necessario per portare in cantiere l’80% degli impianti, che saranno ultimati per novembre 2010
  9. 37 milioni di dollari: l’ammontare della commessa

L’AMPLIAMENTO DEL CANALE DI PANAMA
L’ampliamento del Canale di Panama, il progetto più importante per il futuro del Paese sudamericano, consentirà il passaggio delle cosiddette navi “post-panamax” in grado di trasportare fino a 12,000 TEU, contro i 4.400 TEU attualmente consentiti dalle navi “panamax”.

I lavori, iniziati nel 2007, attraverso una serie di grandi opere, da realizzare nel corso dei prossimi anni, dovranno terminare nel 2014. Previsto in 5,25 miliardi di USD, il costo totale del mega-progetto sarà quasi interamente finanziato con un aumento annuo, mediamente del 3,5%, dei pedaggi per i prossimi 20 anni, e con un accesso ad una linea di credito di 2,3 miliardi di dollari, cui partecipa anche la BEI.

L’opera prevede una serie di lavori, che elenchiamo qui di seguito:

  1. Realizzazione del terzo sistema di chiuse con la costruzione di due nuove chiuse, una sul versante atlantico e l’altra sul versante pacifico, ognuna di tre livelli, con dimensioni di 427 x 55 m. Tali nuove chiuse, molto più grandi di quelle esistenti (305 x 33 m), permetteranno il passaggio delle navi di grande tonnellaggio alle quali è oggi impedito il transito lungo il Canale.
  2. Costruzione, per ogni chiusa, di un sistema di vasche (18 in totale) per il parziale recupero dell’acqua utilizzata dalle chiuse, pari a 200 milioni di litri per ogni transito.
  3. Dragaggio e scavo dei canali di accesso alle nuove chiuse sia sul lato atlantico che su quello pacifico, per una lunghezza complessiva di 11,2 km ed una larghezza di 218 metri.
  4. Dragaggio del Canale in tutta la sua lunghezza (circa 80 km), compresi gli accessi marittimi sull’Atlantico e sul Pacifico, per aumentarne la profondità e renderlo compatibile con il maggiore pescaggio delle navi “post-panamax”.

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Per la fase di realizzazione del terzo sistema di chiuse, con la costruzione di una chiusa sul versante pacifico ed un’altra sul versante atlantico, che rappresenta il 55% circa del valore totale del sopraindicato progetto di ampliamento si sono qualificati quattro gruppi fra cui il vincitore dell’appalto, vale a dire il Grupo Unidos por el Canal: Sacyr Vallehermoso (Spagna), Impregilo (Italia), Jan de Nul (Belgio) e Constructora Urbana S.A. (Panama), gruppo che poi si è rivelato vincitore dell’appalto.

Il 19 agosto scorso, al termine del periodo previsto dal cronogramma ufficiale, dopo aver ricevuto le garanzie assicurative per 450 milioni di USD da parte della Zurich American Insurance Co., l’Autorità del Canale di Panama (ACP) ha dato ufficialmente a questo consorzio l’ordine d’inizio dei lavori.

Secondo quanto stabilito dal contratto i lavori sono cominciati il 25 agosto, e dovrebbero terminare alla scadenza dei successivi 1.883 giorni, ovvero entro il 15 novembre 2014. Eventuali ritardi nella consegna delle chiuse costeranno al GUPC 300.000 USD per ogni giorno di ritardo; d’altro canto, nel caso opposto in cui riuscisse a consegnare le chiuse prima del termine concordato, il consorzio avrà diritto ad una compensazione da parte dell’ACP pari a 215.000 USD al giorno. Come imprese in subappalto, fanno parte del GUPC anche Montgomery Watson Harza (USA), IVGroep (Paesi Bassi) e Tetra Tech (USA) per la progettazione e Heerema Fabrication Group (PaesiBassi) per la fabbricazione delle chiuse.

Lo scorso 15 dicembre poi il consorzio “Grupo Unido por el Canal”  ha confermato ad ICM  l’ordine per la fornitura  completa dell’impianto di frantumazione e vagliatura per la produzione degli inerti necessari per la costruzione dei calcestruzzi e dei filtri del contratto per la realizzazione delle chiuse del nuovo canale.

Anche in questo caso è stato invitato il Gotha dei costruttori di impianti  di frantumazione e vagliatura, ma solo l’offerta tecnica  presentata da Terex-Cedarapids,  attraverso suo concessionario italiano ICM,  ha ottenuto il massimo punteggio, sia per la bontà del processo e dalla qualità delle macchine proposte, sia per i tempi di realizzazione dell’impianto contenuti in dieci mesi, contro i sedici /diciotto della concorrenza.