Diga in Laos
Il progetto in sintesi
La sfida: 4 milioni di metri cubi di inerti certificati per RCC
La costruzione di una diga in Laos richiedeva la produzione di oltre 4 milioni di metri cubi di inerti destinati al confezionamento del calcestruzzo RCC. Un volume che non si gestisce con un impianto qualsiasi: serve un sistema progettato per funzionare in modo continuativo, in un contesto geografico remoto, su un materiale specifico, con classi granulometriche precise e costanti nel tempo.
Il calcestruzzo RCC, compattato a rullo in strati successivi, è estremamente sensibile alla qualità degli inerti. Qualsiasi variazione nella distribuzione granulometrica si traduce in una discontinuità strutturale nella diga. La sfida di ICM non era solo produrre 1.500 t/h: era garantire che ogni tonnellata prodotta rispettasse le specifiche di progetto per tutta la durata del cantiere.
ICM è stata incaricata non solo dell’impianto di frantumazione e vagliatura, ma dell’intero sistema di movimentazione degli inerti: dai nastri di ripresa sotto i cumuli, all’impianto di raffreddamento, fino ai nastri di trasporto dell’RCC dall’impianto di betonaggio alla diga.
L’approccio ICM: un sistema integrato dalla cava alla diga
L’arenaria: un materiale diverso, la stessa metodologia
A differenza del granito trattato in Etiopia, in Laos il materiale è arenaria: una roccia sedimentaria con caratteristiche di abrasività e resistenza diverse, che richiedono scelte di frantumazione specifiche. La pezzatura in ingresso fino a 900 mm e le quattro classi di prodotto richieste (0/5, 5/10, 10/20, 20/40 mm) hanno determinato la configurazione della filiera di frantumazione a tre stadi.
La frantumazione primaria con jaw crusher JS 45.52 riduce la pezzatura iniziale. La frantumazione secondaria con MVP 550 e la terziaria con MVP 450 e T-MAV 21 ICM garantiscono la qualità e la costanza granulometrica delle quattro classi. Il sistema di vagliatura TSH completa la separazione con la precisione richiesta per il calcestruzzo strutturale.
Il sistema di movimentazione: nastri per ogni fase del processo
I nastri di ripresa sotto i cumuli alimentano l’impianto di raffreddamento degli inerti, una fase necessaria nei climi tropicali per garantire la temperatura del calcestruzzo RCC entro i limiti di progetto. Da lì, due nastri in discesa lunghi 400 metri cadauno, con portate di 1.800 t/h e 800 t/h, trasportano gli inerti all’impianto di raffreddamento. Dopo il raffreddamento gli inerti alimentano l’impianto di betonaggio.
Il trasporto dell’RCC confezionato dalla centrale di betonaggio fino alla diga è gestito da una serie di nastri con portata di 2.500 t/h e luce libera di 60 metri. Un sistema di nastri con queste caratteristiche richiede un’ingegneria strutturale precisa: la luce libera di 60 metri impone carichi e sollecitazioni che devono essere calcolati e gestiti con la stessa cura dell’impianto di produzione.
Operatività continuativa in un contesto tropicale remoto
Il Laos presenta sfide operative uniche: clima tropicale con stagioni delle piogge intense, infrastrutture limitate, distanza dai centri di approvvigionamento europei, e un cantiere che richiede continuità produttiva per anni, non per mesi.
La progettazione modulare e bullonata degli impianti ICM, la disponibilità di ricambi e il supporto tecnico continuativo hanno reso possibile l’operatività ininterrotta dell’impianto dal 2016 a oggi. Questa è la dimostrazione che un impianto progettato bene non richiede interventi straordinari per rimanere efficiente nel tempo.
I risultati: 1.500 t/h di inerti certificati in quattro classi, per oltre 4 milioni di m3 di calcestruzzo RCC
L’impianto ha prodotto le quattro classi granulometriche richieste (0/5, 5/10, 10/20, 20/40 mm) con la costanza necessaria per il confezionamento del calcestruzzo RCC, garantendo la continuità di flusso che un cantiere di questa scala non può permettersi di interrompere.
Ogni componente del sistema è stato progettato in funzione del risultato finale: un flusso produttivo continuo, dalla roccia alla struttura, senza colli di bottiglia e senza interruzioni non programmate.
Il volume da produrre, oltre 4 milioni di m3 di inerti, ha richiesto che ogni fase del processo lavori in modo coordinato e prevedibile
Cosa insegna il progetto Laos
- La longevità è il vero KPI: un impianto che ha funzionato per anni di operatività continua in un clima tropicale remoto è la prova più concreta di qualità ingegneristica. Le specifiche tecniche si dichiarano, la durata si dimostra.
- Il sistema si estende oltre l’impianto: nastri di ripresa, raffreddamento, trasporto RCC a 2.500 t/h con 60 metri di luce libera. ICM progetta l’intero flusso produttivo, non solo la frantumazione.
- Ogni materiale richiede un progetto specifico: arenaria e granito hanno caratteristiche diverse. La configurazione dell’impianto segue sempre l’analisi del materiale, non un modello predefinito.
- La continuità operativa si progetta: un impianto remoto che deve funzionare per anni richiede scelte costruttive, disponibilità di ricambi e supporto tecnico che solo chi conosce il processo può garantire dall’inizio.
L'impianto
Il progetto in video
Stai progettando un impianto per una grande opera idraulica o infrastrutturale?
Diga, canale, centrale idroelettrica: i grandi progetti infrastrutturali richiedono inerti certificati in volumi enormi, prodotti in modo continuativo e con qualità costante nel tempo. ICM progetta impianti che non si limitano a partire: sono costruiti per durare e per mantenere le prestazioni per tutta la vita del cantiere.