Caso Studio Italia

Passante di Valico

500 t/h capacità produttiva
Basalto Materiale trattato

Il progetto in sintesi

Progetto Passante di Valico Fiorenzuola
Anno 2002 - 2003
Applicazione Produzione inerti per infrastruttura viaria
Materiale trattato Basalto
Capacità produttiva 500 t/h
Classi di prodotto 0/2 - 0/5 - 5/10 - 10/20 - 20/40 mm (lavati, sabbia in modulo di finezza)
Frantumazione secondaria Frantoio a cono Cedarapids RC 45II
Frantumazione terziaria 1x VSI Cedarapids 2100 + 2x VSI Cedarapids 1800
Vagli 6x TSH Cedarapids (3x 6.20.3 + 3x 8.20.3)

La sfida: inerti certificati da basalto per una grande opera infrastrutturale

Il Passante di Valico è uno dei più grandi cantieri infrastrutturali italiani degli ultimi decenni: un’opera di potenziamento autostradale dell’Appennino tosco-emiliano che ha richiesto volumi significativi di inerti per calcestruzzo strutturale, asfalto e riempimenti, con specifiche tecniche stringenti e un cronoprogramma che non ammetteva interruzioni nella fornitura di materiale.

Il materiale disponibile era basalto: una roccia vulcanica tra le più dure e abrasive nel settore degli inerti, con caratteristiche meccaniche eccellenti per le applicazioni stradali e strutturali, ma che richiede macchine e configurazioni di impianto progettate specificamente per gestirne l’abrasività senza compromettere la continuità produttiva e la qualità delle classi in uscita.

La sfida specifica di questo progetto era produrre cinque classi granulometriche lavate, inclusa una sabbia con modulo di finezza certificato, a 500 t/h. Non si tratta di un risultato semplice da ottenere su basalto: richiede una configurazione di frantumazione terziaria progettata con precisione, un sistema di lavaggio integrato e una gestione attenta del bilanciamento dei flussi tra le diverse fasi di produzione.

L’approccio ICM: configurazione multi-VSI per sabbia certificata da basalto

Il basalto e la produzione della sabbia: perché servono tre mulini VSI

La scelta più significativa nella configurazione dell’impianto Passante di Valico è l’utilizzo di tre mulini ad asse verticale VSI nella fase di frantumazione terziaria: un VSI Cedarapids 2100 e due VSI Cedarapids 1800, a completamento del frantoio a cono RC 45II nella fase secondaria.

Il basalto, per la sua durezza e abrasività, consuma le parti di usura più rapidamente di altri materiali. Una configurazione con più mulini VSI in serie e in parallelo permette di distribuire il carico di produzione, mantenere la continuità del flusso anche durante le operazioni di manutenzione ordinaria e garantire la costanza granulometrica della sabbia nel tempo. Un’unica macchina di grande capacità espone l’intero processo al rischio di fermo in caso di intervento manutentivo.

Le macchine VSI producono sabbia per impatto: il materiale viene accelerato per forza centrifuga e frantumato nella camera di frantumazione, producendo una granulometria cubica e uniforme particolarmente adatta alla produzione di sabbia in modulo di finezza controllato. Su basalto, questa tecnologia è la scelta corretta per ottenere un prodotto certificabile e costante nel tempo.

Sei vagli per cinque classi: la separazione come parte del progetto

La configurazione con sei vagli TSH Cedarapids, suddivisi in due gruppi da tre (tre da 6.20.3 e tre da 8.20.3), riflette la complessità della separazione richiesta: cinque classi granulometriche lavate, ciascuna con caratteristiche dimensionali precise per le diverse applicazioni del cantiere.

Il lavaggio delle classi è parte integrante del processo: su basalto, la frantumazione genera una quantità significativa di fini che, se non rimossi, alterano le caratteristiche delle classi più grosse e compromettono il modulo di finezza della sabbia. Il lavaggio non è un trattamento aggiuntivo, è una fase necessaria per produrre inerti conformi alle specifiche di una grande opera infrastrutturale.

I risultati: cinque classi lavate e sabbia in modulo di finezza certificato

L’impianto ha prodotto le cinque classi granulometriche richieste (0/2, 0/5, 5/10, 10/20, 20/40 mm) a 500 t/h, tutte lavate e con la sabbia in modulo di finezza costante e certificabile. La configurazione multi-VSI ha garantito la continuità produttiva necessaria per alimentare il cantiere del Passante di Valico senza interruzioni legate alla manutenzione delle macchine di frantumazione terziaria.

Il progetto dimostra come la scelta della configurazione impiantistica, e in particolare il numero e il tipo di macchine nella fase terziaria, sia determinante per ottenere qualità certificabile e continuità operativa su un materiale difficile come il basalto. Non si tratta di scegliere la macchina più grande disponibile: si tratta di progettare il sistema corretto per il materiale e gli obiettivi specifici del cantiere.

Cosa insegna il progetto Passante di Valico

  • Il basalto richiede una configurazione specifica: durezza e abrasività elevate determinano scelte di frantumazione diverse rispetto ad altri materiali. La configurazione dell’impianto segue sempre le caratteristiche del materiale, non il catalogo.
  • Più macchine VSI in serie e in parallelo è una scelta di sistema, non di costo: distribuire il carico tra più macchine garantisce continuità produttiva durante la manutenzione e costanza della qualità della sabbia nel tempo.
  • La sabbia in modulo di finezza da basalto si certifica con i mulini VSI ed una vagliatura accurtata: la frantumazione per impatto produce una granulometria cubica e uniforme che il cono da solo non può garantire sullo stesso materiale.
  • Il lavaggio è parte del processo, non un optional: su basalto, eliminare i fini di frantumazione è necessario per produrre classi conformi alle specifiche di un’opera infrastrutturale.

Stai progettando un impianto per inerti da basalto o per una grande opera infrastrutturale?

La produzione di inerti certificati per infrastrutture stradali e strutturali da materiali duri come il basalto richiede una configurazione impiantistica progettata sul materiale e sugli obiettivi specifici. ICM parte sempre dall’analisi del materiale e delle classi richieste prima di definire qualsiasi configurazione di impianto.

Richiedi lo studio di processo