Caso Studio Italia

Impianto di Vipiteno

250 t/h capacità produttiva
+20 Anni in funzione

Il progetto in sintesi

Localizzazione Vipiteno (BZ)
Anno 1999 - 2000
Applicazione Produzione inerti per calcestruzzo e asfalto
Materiali trattati Diabase, granito e calcare
Capacità produttiva 250 t/h
Classi di prodotto 0/40; 0/5 a secco; 0/5 lavata; 5/10; 10/20; 20/40; 40/60 mm (tutte lavate tranne 0/5 a secco)
Frantumazione primaria Frantoio a mascelle Cedarapids JC 32.42
Frantumazione secondaria Frantoio a cono RC 54 Classic
Frantumazione terziaria VSI Cedarapids 2100 (sostituita dopo 20 anni con T-MAV 21 ICM)
Vagli 4x TSH Cedarapids (1x 6.20.3 + 2x 6.16.3+ 1x 5.16.3)
Upgrade Sostituzione VSI con T-MAV 21 ICM dopo oltre 20 anni di esercizio e del TSH 5.16.3 con TSH 6.20.3

La sfida: un impianto flessibile per tre materiali e due mercati

L’impianto di Vipiteno doveva rispondere a un requisito operativo specifico: produrre inerti per due destinazioni diverse, calcestruzzo e asfalto, lavorando tre materiali con caratteristiche molto differenti tra loro: diabase, granito e calcare.

Diabase e granito sono rocce dure e abrasive, con caratteristiche meccaniche elevate particolarmente adatte agli inerti per asfalto e calcestruzzo strutturale. Il calcare, più tenero e meno abrasivo, ha comportamenti di frantumazione diversi e produce classi con caratteristiche superficiali differenti. Un impianto che deve trattare tutti e tre i materiali in modo efficiente non può essere configurato per uno solo di essi: deve essere progettato con flessibilità operativa integrata.

La produzione di sette classi granulometriche, con la 0/5 disponibile sia a secco che lavata, aggiungeva un ulteriore livello di complessità: il mercato degli inerti per asfalto richiede spesso la sabbia a secco, mentre quello del calcestruzzo preferisce la sabbia lavata per la pulizia delle superfici e la costanza del modulo di finezza. L’impianto doveva poter servire entrambi i mercati dallo stesso processo.

L’approccio ICM: dalla configurazione originale all’upgrade con T-MAV 21

La configurazione originale: tre stadi per tre materiali

La filiera di frantumazione a tre stadi, con mascelle primarie JC 32.42, cono secondario RC 54 Classic e VSI terziaria Cedarapids 2100, è stata progettata per gestire la variabilità dei tre materiali in ingresso mantenendo la qualità e la costanza delle classi in uscita.

La VSI terziaria è la macchina chiave per la produzione della sabbia: il principio di frantumazione per impatto genera una granulometria cubica e uniforme, adatta sia alla sabbia lavata per calcestruzzo che alla sabbia a secco per asfalto. Su materiali duri come diabase e granito, la VSI è la scelta corretta per ottenere un prodotto di qualità certificabile senza compromettere la resa produttiva.

I quattro vagli TSH completano la separazione nelle sette classi richieste, con il sistema di lavaggio integrato per le classi destinate al calcestruzzo.

Dopo 20 anni: T-MAV 21 al posto della VSI originale

Dopo oltre 20 anni di esercizio, la VSI Cedarapids 2100 originale è stata sostituita con il T-MAV 21, la macchina ad asse verticale sviluppata internamente da ICM. La sostituzione è avvenuta senza riprogettare l’impianto: il T-MAV 21 è stato progettato con criteri di compatibilità con le installazioni esistenti, consentendo un upgrade diretto della fase terziaria.

Il T-MAV 21 è stato sviluppato da ICM a partire dall’esperienza su impianti reali con materiali abrasivi: rispetto alla VSI di terza generazione, offre minori costi di usura, maggiore continuità operativa e qualità della sabbia più stabile nel tempo. Per l’impianto di Vipiteno, con i suoi tre materiali in ingresso e le sette classi in uscita, questi parametri hanno un impatto diretto sui costi operativi e sulla qualità del prodotto.

I risultati: sette classi, tre materiali, due mercati serviti per oltre 20 anni

L’impianto ha prodotto le sette classi richieste (0/40, 0/5 secco, 0/5 lavata, 5/10, 10/20, 20/40, 40/60 mm) a 250 t/h, trattando diabase, granito e calcare in funzione delle esigenze del mercato locale, con continuità operativa per oltre due decenni.

La sostituzione della VSI con il T-MAV 21 ha aggiornato le prestazioni della fase terziaria senza interrompere la logica complessiva dell’impianto: stessa struttura, stesse classi, migliore qualità della sabbia e minori costi di manutenzione della macchina di frantumazione terziaria.

Il caso Vipiteno è un esempio concreto di ciò che ICM intende per rapporto di lungo periodo con il cliente: non la vendita di un impianto, ma la gestione della sua evoluzione nel tempo, con soluzioni proprietarie compatibili con l’esistente.

Cosa insegna il progetto Vipiteno

  • Un impianto che serve due mercati richiede flessibilità progettuale: produrre sabbia sia a secco che lavata dallo stesso processo non è automatico. La configurazione deve essere pensata per entrambe le destinazioni fin dall’inizio.
  • Tre materiali diversi, una sola configurazione: diabase, granito e calcare hanno comportamenti di frantumazione differenti. Un impianto flessibile si progetta con margini operativi adeguati a gestire la variabilità del materiale in ingresso.
  • Il T-MAV 21 è un upgrade, non solo una sostituzione: sostituire la VSI originale con una macchina sviluppata internamente da ICM ha migliorato le prestazioni della fase terziaria senza richiedere una riprogettazione dell’impianto. La compatibilità con l’esistente è una scelta progettuale, non una fortuna.
  • Il valore del rapporto continuativo: ICM era ancora il riferimento tecnico per quell’impianto dopo 20 anni. Questo è il tipo di partnership che ICM costruisce con i propri clienti.

Hai un impianto esistente che vuoi aggiornare o ottimizzare?

Il revamping di un impianto esistente richiede la stessa attenzione progettuale di un impianto nuovo: analisi del processo attuale, identificazione delle inefficienze, scelta delle soluzioni più adatte al contesto specifico. ICM progetta upgrade compatibili con l’esistente, senza dover ripartire da zero.

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